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L’ Aloina è tossica? Fa male? Attualmente è l’argomento oggetto di maggior discussione nel mondo dell’Aloe.

 

In questo articolo ti svelo tutta la verità sulle proprietà dell’Aloina, sulla sua tossicità e sulle mode del momento che impongono delle varianti scellerate ai prodotti ai fini puramente commerciali e di marketing.

La domanda che la maggior parte delle persone si pone è: L’aloina è tossica? fa male?

Partiamo con una semplice spiegazione.

L’aloina fa parte delle molecole che rientrano nel gruppo degli antrachinoni. Agli antrachinoni è chiaramente riconosciuta l’azione regolatoria dell’intestino, quindi anche un effetto lassativo. Le principali molecole che fanno parte del gruppo degli antrachinoni sono:

  • Aloina;
  • Acido Aloetico;
  • Antranolo;
  • Acido Crisofanico;
  • Resistanolo;

Molti di questi componenti sono conosciuti e utilizzati da aziende farmaceutiche per preparare prodotti lassativi e digestivi.

In individui particolarmente sensibili, a dosi elevate e nelle fasi iniziali di utilizzo dell’Aloe si possono osservare episodi di diarrea; comunque entro pochi giorni nel prosieguo del trattamento tale fenomenologia tende ad attenuarsi fino a scomparire. Per questa ragione vari produttori di preparati a base di Aloe vera ad uso alimentare preferiscono utilizzare solo il gel di Aloe e non l’intera foglia, utilizzando poi metodi “purificativi” come filtri al carbone attivo o altri procedimenti ancora più distruttivi.

Ed è qui che viene il bello.

Con questo ed altri procedimenti si rimuovono dal preparato anche componenti dotati di straordinarie capacità fitoterapiche, si perdono le importanti proprietà disintossicanti, antibatteriche, antivirali, antiossidanti e antitumorali.

Lasciare inutilizzato questo altissimo potenziale terapeutico è come commettere un delitto.

Proprietà dei componenti antrachinonici:

 

  • Acido aloetico: presenta un’azione antibiotica naturale, soprattutto in associazione con gli altri antrachinoni presenti nell’aloe.
  • Acido Cinnamico: dotato di intensa attività antibiotica, antibatterica, germicida, efficace contro vari batteri quali quelli del genere salmonella, streptococchi e stafilococchi.
  • Acido Crisofanico: è un buon agente depurativo, diuretico, lassativo, con proprietà eupeptiche e tonificanti.
  • Aloemodina: Vanta importanti effetti citotossici soprattutto nei confronti di cellule precancerose e cancerose di particolari tumori, come numerose osservazioni sperimentali in vitro e in vivo hanno dimostrato.
  • Aloina: Si presenta sotto forma di due isomeri indicati come Aloina A e B ed è la denominazione di fantasia della molecola che è più rappresentativa della classe degli antrachinoni. Ha azione oltre che lassativa anche disintossicante, antibiotica e antitumorale.

Perché il 95% delle aziende usa solo il gel e non l’intera foglia, anche se è una miniera ricca di proprietà benefiche?

Abbiamo riassunto il motivo nella seguente tabella:

 

ALOE LAVORATA SOLO CON IL GEL ALOE CLAVORATA A FOGLIA INTERA
Colore Trasparente Giallognola
Odore Inodore Odore pungente
Sapore Insapore Amara

 

 

Ti è più chiaro adesso? E’ una questione commerciale.

I prodotti fatti con la foglia intera hanno un colore giallognolo, odore pungente e sapore amaro. Commercialmente queste caratteristiche sono “sgradite” ai consumatori! Avere un prodotto alla vista trasparente e al gusto gradevole permette alle aziende di pubblicizzare un idea “differenziante. Così facendo, ti illudono di fornirti un valore aggiunto, ma in realtà ti offrono un prodotto depotenziato, scadente.

Purtroppo nel mondo dell’Aloe si sta prendendo una brutta piega, la tendenza generale moderna è di offrire prodotti belli da vedere (colore trasparente, cristallino) e gustosi da assumere (al gusto di fragola, limone, mirtillo e chi più ne ha più ne metta), fregandosene dell’efficacia che il prodotto stesso dovrebbe avere.

Quello che è l’obiettivo primario viene relegato in ultima fila. Non dimenticare che se assumi l’Aloe è perché ti aspetti un efficacia terapeutica dal prodotto anche a discapito di sapore, odore e colore, ciò che dovrebbe interessarti è il risultato finale.

 

Assumere un preparato fatto con la foglia intera permette di beneficiare di tutto l’arsenale di elementi presenti all’interno dell’Aloe e non solo dal gel interno.

 

Non è un caso che nella ricetta originale del preparato di Aloe , di cui Padre Romano Zago ne è il principale divulgatore mondiale, venga utilizzata l’ Aloe Arborescens invece dell’Aloe Vera.


Nei preparati di Aloe Arborescens viene utilizzato il gel o l’intera foglia?

Purtroppo si!

Ultimamente anche alcuni produttori di preparati di Aloe Arborescens sono stati contagiati dalla moda di utilizzare solo il gel.
Anche se c’è da dire che il fenomeno è molto meno diffuso rispetto ai produttori di Aloe Vera, in quanto l’Aloe Arborescens viene utilizzata soprattutto per scopi terapeutici e in questi casi si guarda poco al colore al sapore e all’odore, ma si guarda piuttosto all’efficacia, che è indiscutibilmente maggiore se viene utilizzata la foglia intera.
Cronistoria sui limiti di utilizzo dell’aloina.

Nel 2013 l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) aveva concluso che i derivati dell’idrossiantracene (nel caso dell’aloe fanno riferimento all’aloina A+B) negli alimenti possono migliorare la funzionalità intestinale, ma aveva raccomandato di evitare l’uso a lungo termine e il consumo a dosi elevate, in ragione di potenziali problemi di sicurezza.

La Commissione Europea, chiede quindi all’EFSA di stabilire un limite giornaliero sicuro per l’assunzione di queste sostanze.

Nel 2014 per assicurarci se ci fossero o meno dei limiti nell’assumere una quantità di aloina giornaliera, abbiamo scritto personalmente al ministero della Salute Italiano, dipartimento della sicurezza alimentare.

Per assicurarci di ciò, abbiamo scritto personalmente al Ministero della Salute, dipartimento di Sicurezza Alimentare.

ed ecco la loro risposta:

Nel 2018, facendo una clamorosa retromarcia l’EFSA si esprime negativamente, affermando che non è in grado di stabilire un limite giornaliero sicuro e che gli antrachinoni (derivati degli idrossiantracene) possono essere dannosi per l’organismo. Il parere negativo fa riferimento ad alcuni studi con aloe somministrata a ratti a dosi 200 volte superiori a quelle consigliate agli umani. Ripetiamo, somministrazione con dosi giornaliere 200 volte superiori a quelle indicate negli umani.

Ma non è tutto, alcuni studi citati nel parere negativo dell’EFSA addirittura fanno riferimento al DANTRON che è una sostanza sintetica che nulla ha a che vedere con le reali assunzioni di aloe nella quotidianità. Da un punto di vista scientifico questo non ha alcun senso, è come mischiare le pere con le mele.

Sulla base della dichiarazione EFSA, la Commissione Europea decide di introdurre il limite di 1PPM di derivati antracenici per dose giornaliera.
Questo significa che le preparazione a base aloe (gel o foglia) non devono contenere più di 1ppm di Aloina A+B nelle dosi giornaliere indicate dai produttori.
I prodotti che non rispettano questo parametro non possono essere venduti.

Si tratta di una decisone alquanto approssimativa e avventata perché non hanno sono stati presi inconsiderazione decine e decine di studi che dimostrano la sicurezza dei derivati dell’idrossiantracene.

Naturalmente queste molecole possono essere invece presenti nei farmaci.

Inoltre, nei comuni vegetali che consumiamo giornalmente sono state trovate concentrazioni misurabili di idrossiantraceni, ad esempio:
fagioli (livelli fino a 36 ppm)
lattuga (livelli fino a 5,9 ppm)
piselli (livelli fino a 3,6 ppm).
Come puoi notare, siamo a livelli notevolmente superiori rispetto al limite giornaliero di 1 ppm stabilito per l’aloe.

Secondo questo provvedimento, i derivati degli idrossiantraceni se contenuti nell’aloe posso essere dannosi, se contenuti in altri alimenti o in farmaci non creano problemi.

È noto che il sovradosaggio di aloina può creare fenomeni di dissenteria, ma è risaputo che l’abuso e l’impiego spropositato di qualsiasi cosa è deleterio e nocivo per la nostra persona. Anche l’acqua può essere dannosa se assunta in quantità spropositate!

A conferma di quanto detto fino ad ora vi riportiamo un breve estratto del trattato intitolato “Fitofarmacia: Impiego razionale delle droghe vegetali” scritto dal Prof. Francesco Capasso, Prof. Giuliano Grandolini, Prof. Angelo A. Izzo, tre dei massimi esperti di fitoterapia in Italia.

Premessa:

In farmacologia il termine “droghe vegetali” viene utilizzato per indicare una pianta o parte di essa, conservata allo stato secco, ed impiegata per uso terapeutico. Quindi nel nostro caso l’Aloe è una droga vegetale.

 

I. Estratto dal capitolo La complessità del farmaco naturale:

La bontà di una droga vegetale è direttamente correlata al suo contenuto in principi attivi.

Nella droga però sono presenti numerose altre sostanze che le conferiscono una particolare fisionomia terapeutica difficilmente riproducibile in laboratorio. Si tratta di sostanze inattive o di minimo interesse farmacologico come per esempio le sostanze amare o aromatiche che, esaltando le secrezioni del tratto gastrointestinale, facilitano la dissoluzione e l’assorbimento dei principi attivi.

Riportandolo al nostro caso significa che nell’Aloe sono presenti numerose sostanze che pur essendo inattive o di minimo interesse farmacologico sono fondamentali. In particolare l’aloina (sostanza amara), oltre alle proprietà che abbiamo abbondantemente analizzato in precedenza, ha un’azione fondamentale che è quella di esaltare le secrezioni  del tratto gastrointestinale per favorire l’assorbimento degli altri principi attivi.

 

II. Estratto dal capitolo La complessità del farmaco naturale:

In molti casi poi si è accertato che più del principio attivo di una droga è efficace il “pool” di sostanze farmacologicamente attive presenti nella droga in quanto tra esso e gli altri componenti si stabiliscono sinergismi utili verso gli effetti medicamentosi e/o antagonismi verso gli effetti collaterali, sia essi dannosi (tossici) o semplicemente indesiderati:

Sempre riportandolo al nostro caso, più del principio attivo preso singolarmente è importante l’alleanza delle sostanze farmacologicamente attive presenti nell’Aloe,  in quanto sono in grado di interagire tra di loro utilmente. Infatti  alcune sostanze che prese singolarmente possono risultare tossiche, in associazione con altre, diventano utili e medicamentose. Questa è una delle caratteristiche più affascinante della fitoterapia.

 

III. Testo del trattato:

Nella maggior parte dei casi la droga vegetale rappresenta un complesso sinergico di principi attivi al quale competono azioni ed applicazioni particolari, difficilmente sostituibili e riproducibili. E’ ovvio che qualunque tentativo di purificazione dell’estratto grezzo modificherà il comportamento del prodotto finito.

Più chiaramente l’Aloe possiede un insieme di principi attivi che interagiscono tra di loro che hanno specifiche azioni ed applicazioni difficilmente sostituibili e riproducibili. E’ ovvio che qualsiasi tentativo di purificazione dell’estratto grezzo, come ad esempio sterilizzare o pastorizzare l’Aloe, non fa altro che depotenziare gli effetti del prodotto finito.

 

Anche il Prof. Luigi Lucini, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in uno dei suoi studi chimico-biologici su piante di Aloe Arborescens ed Aloe Vera (barbadensis) afferma che:

Le foglie di Aloe Barbadensis ed Aloe Arborescens contengono numerose molecole benefiche per uomo ed animali tra cui:

1. Numerosi antiossidanti concentrati nel derma fogliare (cuticola)

2. Polisaccaridi concentrati nel gel fogliare

 

I più importanti antiossidanti presenti in piante d’Aloe sono sopratutto l’Aloina, ma anche altre molecole sconosciute (alosone, aloesina, aloeresina, ed aloenina) aventi effetti:

  • ANTIOSSIDANTI: prevengono la formazione di radicali liberi, rallentano l’invecchiamento, contrastano lo sviluppo di malattie degenerative e mutazioni in generale.
  • ANTIMICROBICI ED ANTIVIRALI: contrastano la crescita di microorganismi patogeni per uomo ed animali
  • PURIFICANTI

Gli antiossidanti sono concentrati nel derma fogliare (cuticola) e sono molto abbondanti nella specie Aloe Arborescens.


Omogeneizzati totali fogliari
 d’Aloe presentano proprietà antiradicaliche intermedie a quelle fornite dal solo gel e dal derma fogliare.

Come hai potuto notare, anche il Prof. Lucini si riferisce a preparati fatti con l’intera foglia e non “purificati”. Inoltre tutti i ricercatori coinvolti nello studio sono stati concordi nell’affermare come i numerosi effetti terapeutici e farmacologici dell’Aloe, che abbiamo elencato in precedenza,  siano dovuti ad un’azione SINERGICA tra le differenti biomolecole e componenti nutritive concentrate in TUTTA la foglia.


Possiamo quindi affermare che:

“L’ Aloe Arborescens assunta nelle giuste dosi deve essere consumata per intero al fine di poter beneficiare di tutti i principi attivi in essa contenuti. La possiamo paragonare ad un’orchestra che con l’armonia di tutti i suoi elementi esegue sinfonie impeccabili. Togliere la buccia o utilizzare altri procedimenti come ad esempio la sterilizzazione, pastorizzazione, filtrazione, non fa altro che snaturare e depotenziare gli effetti dell’Aloe. Se ad un’orchestra si tolgono uno o più elementi è ovvio che l’armonia non sarà più la stessa.”

 

Ad oggi il consiglio è sempre quello di assumere tranquillamente estratti fatti con la foglia intera, l ’Aloe deve essere assunta nella sua interezza, se togliamo dei componenti non facciamo altro che depotenziare l’effetto finale disattendendo le aspettative dei consumatori.

Assumete tranquillamente estratti fatti con la foglia intera, l ’Aloe deve essere assunta nella sua interezza, se togliamo delle parti non facciamo altro che depotenziare l’effetto finale disattendendo le aspettative dei consumatori.

Se sei alla ricerca di un prodotto fatto con la migliore varietà di Aloe, e cioè Aloe Arborescens, fatto con l’intera foglia, in modo da non depotenziarne gli effetti terapeutici e allo stesso tempo rispetti i parametri indicati dalla Commissione Europea non devi fare altro che  >>CLICCARE QUI<<

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